via Trento e Trieste, 1 - 66017 Palena (CH)
Museo del paesaggio

 

Piczi Superius

La struttura territoriale

FEUDO DEI PIZZI

Su questo feudo l'Antinori ci dà le seguenti notizie :

«Le vestigia di questo Castello si veggono appena al­ roriente di Palena a due miglia sopra monte, il quale di sassi vivi fa tre punte acute (Lisciapalazzo). Vi si vede ancora ve­stiggia della Rocca.

Nel « Catalogus Baronum » di Guglielmo il Buono, fra i feudatari del Ducato di Puglia e del Principato di Capua, al tempo dei Normanni, risultavano signori del feudo dei Pizzi i figli del Conte Mallerio di Palena. Il feudo era tassato per I MILITIS.

Nell'anno stesso Giacomo della Roma teneva dal Re, Pizzo, feudo parimenti di un soldato a cavallo.

La famiglia napoletana Piscitelli fu signore dei Pizzi. Nel 1314 Roberto Morello era possessore di metà di Pizzo Inferiore. Nel 1444 il Castello dei Pizzi, già diviso in Supe­riore ed Inferiore era inabitato e ne era signore ANTONIO CALDORA ».

Da un manoscritto di ignoto autore del 1700 risulta che nel 1444 Antonio Caldora rendeva edotto il Vescovo di Chieti che tutti gli abitanti del feudo dei Pizzi venivano aggregati alla Chiesa di Santa Maria della Neve in Palena. Nel 1464 il territorio di questo feudo, abbandonato per le continue turbo­ lenze politiche, per avere protezione e dif esa, si trova unito al Castello di Palena. E tale unione fu riconosciuta legittima e ratificata dal Re Ferdinando I° d'Aragona con diploma del 17 luglio 1464. Senonché, quando Antonio Caldora si ribellò al Re, il territorio dei Pizzi con altri territori fu da Ferdinando I° d'Aragona concesso a Matteo di Capua, che prese il titolo di Conte di Palena.

In detta concessione si legge :

Nell'anno 1467 a 17 marzo Re Ferrante, asserendo per ribellione di Antonio Caldora, esserli leggittime devolute l'infrascritte terre, considerando li moltissimi servitii, virtù e meriti del spettabile Matteo de Capua, dona, e concede al det­ to Matteo pro se et suis etc. mero mixtoque imperio et gladiis potestate. Banco Justitie et cognitione Causarum Civilium, Criminalium et mixtarum et cum integro earum statu et cum titulo Comitatus etc. etc.(5).

L'Antinori ci fa conoscere che nel 1515 Salvitto Carfa­gna comperò da Bartolomeo Carafa il « Castello de' Pizzi ». Nel 1669 tra i feudi del Principe di Conca in Abruzzo, si ri­ pone PIZZI di Sopra e Sotto, e gli sembra inabitato e non lontano da GessoPalena.

Verso il 1810 la denominazione PIZZI non è che una voce collettiva che compete a tutte le parti dell'antico ex feudo che ha sofferto divisione, e quantunque le parti stesse delle quali si son fatti altrettanti ex feudi avessero adottato per distinzione anche una particolare denominazione e cioè: CASCERIE, SELVONI, LISCIAPALAZZO, PRATO DELLA CORTE,­ e di queste, verso il 1810 quella chiamata Ca­scerie fu posseduta dall'ex Barone Sig. Domenico Carusi, e il resto dal Principe di Caramanico.

E ciò risulta dalle dichiarazioni giurate nell'anno 1810 dai Palenesi nei loro diritti innanzi al Direttore dei Demani, nonchè dal quadro delle estensioni dei Demani feudali inte­ressanti Palena, redatto il 5-7-1810 dai periti eletti: Francesco Paolo Angelone, Lionardo Del Duca, Giovan Battista Vi­ziali: in questo quadro leggiamo:

FORCA SANTA CHIARA moggia 2817

FORCA COLLEFAUNO moggia 4681

PIZZI DA PIEDI DI SOPRA,

SEU SELVONI (1/4) moggia 1657

PIZZI DA PIEDI DI SOTTO moggia 1747

PIZZI DA CAPO DI SOPRA,

SEU CASTEL ALBERIGO

detto volgarmente Castelletta moggia 2532

Da questo documento si argomenta ancora che Castello Alberigo, ossia Castelletta, faceva parte del territorio dei Pizzi da Capo di Sopra.

Attualmente si notano evidenti ruderi. E’intendimento dell’Amministrazione Comunale di Palena di riportare alla luce, per quanto possibile le vestigia di un così importante luogo sacro ai palenesi tutti.

Queste zone abbandonate diventano sempre più in costante disfacimento, proprio per la continua mancanza di interventi di bonifica.